Chi siamo

Borgo Incoronata
Cooperativa Sociale

Borgo Incoronata è una cooperativa sociale che gestisce un piccolo negozio di generi alimentari nell’omonima frazione agricola della periferia di Foggia, in un contesto a forte incidenza di lavoro irregolare nella filiera agricola, prevalentemente prestato da immigrati.

Il nome stesso delle cooperativa, che si chiama esattamente come il piccolo villaggio, testimonia un forte radicamento nel territorio. Il nostro piccolo negozio infatti non è solo un semplice punto vendita ma un punto di incontro e di coordinamento fra diverse realtà produttive del posto, un presidio di socialità e di condivisione, una fucina di nuove idee per superare la marginalità.

Nei terreni circostanti a Borgo Incoronata, sono decine i braccianti agricoli impegnati nei campi che, troppo spesso, non hanno la possibilità di consumare un pasto decente. Da qui l’idea dei due fratelli che, dopo aver lasciato Foggia per trovare fortuna altrove, sono tornati per investire nel proprio territorio: aggiungere uno spazio con una decina di posti a sedere per offrire un angolo di ristoro sia agli abitanti ma soprattutto ai turisti che visitano il Santuario.

La piaga del caporalato

Il contesto territoriale è particolarmente esposto al fenomeno.

Borgo Incoronata infatti dista meno di 10 chilometri dalla baraccopoli di Borgo Mezzanone e circa 40 chilometri dal ghetto di Rignano Garganico, luoghi tristemente noti per le condizioni di vita assolutamente inumane in cui versano i lavoratori stagionali che qui sono accampati.

Il problema ha radici complesse di tipo territoriale, culturale, economico e sociale. Sul piano economico una delle cause principali che alimenta lo sfruttamento è la sudditanza nei confronti della GDO che impone prezzi stracciati per l’acquisto dei prodotti agricoli tramite aste al ribasso. Ciò costringe i produttori a ricercare manodopera a basso costo per poter essere competitivi in questo mercato. 

La nostra scommessa

La nostra cooperativa intende sottrarre molti produttori locali alla logica del basso costo che li attanaglia e li induce a ricorrere al lavoro irregolare attraverso:

• La creazione di una rete di produttori locali che condivida una comune policy di gestione delle risorse locali e una prospettiva etica di progresso;

• La creazione di una tavola calda che offra cibi ottenuti da ingredienti locali ma declinati in ricette sia locali sia etniche (che diventi anche punto di socializzazione e di inclusione per gli immigrati)

• L’attivazione di un sistema di delivery nel corto raggio dei prodotti della rete al fine di garantire la sostenibilità economica del progetto e per diffondere la cultura dell’alimentazione sostenibile sul piano economico e ambientale (logica del chilometro zero).

Il progetto
"Insieme si può"

Grazie alla creazione di nuove interconnessioni si genererà maggiore vantaggio per tutti
e questo contribuirà a mantenere la coesione interna della filiera e a garantirne la crescita in futuro.

Ne conseguirà la generazione di un nuovo valore condiviso che creerà una nuova identità locale più giusta e inclusiva.

Una proposta di soluzione del problema del caporalato in provincia di Foggia attraverso l’azione congiunta di diverse categorie di attori sociali accomunate da una profonda
comunione di obiettivi e unite in un' unica strategia operativa.

Grazie al supporto di una rete di partner composta da numerose aziende di produzione e trasformazione di prodotti agricoli locali, dall’istituzione provinciale di Foggia, da un ente bilaterale e da due enti del terzo settore impegnati sul fronte dell’accoglienza dei migranti, il soggetto proponente organizzerà Una filiera di distribuzione locale dei prodotti agricoli di Borgo Incoronata ed altre zone limitrofe coinvolgendo attivamente i migranti in un progetto complessivo
che garantisca non solo lavoro regolare ma anche una forma di welfare che li tuteli e li includa nel tessuto sociale.

Il progetto prevede in primis che si ponga fine alla dipendenza dalla monocommittenza con la GDO quale principale dinamica economica che induce le aziende a ricercare manodopera a prezzi stracciati. Una volta creata una filiera che permetta di gestire in libertà il valore creato dalle aziende locali si provvederà a dare un più ampio respiro sociale all’operazione di affermazione del marchio connesso a Borgo Incoronata. Ogni attore coinvolto nella rete darà il proprio apporto per sostenere il coinvolgimento dei migranti in un contesto di legalità e diritti: la provincia di Foggia lo farà sostenendo lo sforzo comunicativo per la disseminazione dei risultati, l’ente bilaterale Ebitesc contribuirà offrendo dispositivi di welfare aziendale a tutti i migranti che saranno assunti nelle aziende partner, gli enti del terzo settore si impegneranno nell’accoglienza dei migranti e nella ricerca per loro conto di un alloggio dignitoso e in contesti inclusivi, le aziende daranno il loro apporto in termini di conferimento di prodotti da vendere nel circuito commerciale locale e alimentare così la disponibilità di quella massa critica da redistribuire equamente.

In questo contesto il soggetto proponente si occuperà di allestire un centro di smistamento commerciale dei prodotti conferiti e una tavola calda che provveda a distribuire localmente i prodotti di filiera aggiungendo una lavorazione ulteriore che ne incrementerà il valore aggiunto, accorciando la filiera e riducendone l’impatto ambientale. Così strutturato il progetto intende quindi recuperare l’autonomia nella gestione del valore dei beni primari prodotti localmente e distribuire equamente i vantaggi all’interno della filiera potendo quindi in questo modo riportare al centro il lavoro e la sua dignità e spezzando le catene dello sfruttamento.

La generazione di una stretta interconnessione si tipo socio‐economico fra gli attori della filiera dischiuderà una maggiore propensione alla partecipazione e alla “politica” intesa nel senso etimologico di “attenzione alla cosa comune”. Si rimanda al progetto di fattibilità tecnico‐economica per l’approfondimento sui temi della creazione delle connessioni territoriali, della valorizzazione delle identità locali, del cambiamento nelle relazioni sociali, dell’integrazione socio lavorativa di comunità marginali, della promozione della produzione etica, del consumo consapevole e responsabile e dell’empowerment dell’organizzazione.

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